martedì 18 gennaio 2011
sabato 8 gennaio 2011
martedì 4 gennaio 2011
influenza picco in italia a gennaio
Mentre le cronache ci informano del picco dell’influenza A in Gran Bretagna, dove ha già causato decine di morti, tra cui una giovane donna nota per aver lavorato all’ultimo episodio di Harry Potter, in Italia la stagione influenzale arriverà al suo picco come di consueto, tra gennaio e febbraio.
Quest’anno l’influenza A è stata annoverata tra la influenze di stagione, anche se è balzato alle cronache il caso della giovane istruttrice degli animali nei film di Harry Potter, morta giovanissima a 26 anni nel fine settimana di Natale. Nell’ultimo messaggio lasciato su Facebook il 17 dicembre, la giovane dichiarava di avvertire i primi sintomi influenzali, non appena tornata a casa dagli studios cinematografici.
I suoi ammiratori hanno lasciato un tributo sul noto social network.
Sono già 39 le persone morte in Gran Bretagna a causa di malattie legate all’influenza alla fine del 2010. Il bilancio, quindi, sembra destinato a salire. Una caratteristica che l’anno scorso aveva preoccupato gli esperti è che il ceppo dell’influenza A si è ripresentato sotto forma di pandemia l’anno scorso dopo molto tempo, quindi il sistema immunitario dei giovani non è sufficientemente preparato ad affrontarla, in quanto essi hanno meno probabilità di essere già venuti a contatto con un virus analogo e il sistema immunitario ha avuto modo di acquisire un ‘minor numero’ di anticorpi.
Il sottotipo virale H1N1 non è una nuova conoscenza: dopo essere stato la causa della terribile epidemia di Spagnola nel 1918, ricomparve nel 1977. Gli organismi che vi entrarono in contatto ebbero modo di creare un “identikit” del virus nel proprio sistema immunitario che, se nuovamente attaccato, “riconosce l’aggressore” e attiva gli anticorpi.
Quest’anno l’influenza A è stata annoverata tra la influenze di stagione, anche se è balzato alle cronache il caso della giovane istruttrice degli animali nei film di Harry Potter, morta giovanissima a 26 anni nel fine settimana di Natale. Nell’ultimo messaggio lasciato su Facebook il 17 dicembre, la giovane dichiarava di avvertire i primi sintomi influenzali, non appena tornata a casa dagli studios cinematografici.
I suoi ammiratori hanno lasciato un tributo sul noto social network.
Sono già 39 le persone morte in Gran Bretagna a causa di malattie legate all’influenza alla fine del 2010. Il bilancio, quindi, sembra destinato a salire. Una caratteristica che l’anno scorso aveva preoccupato gli esperti è che il ceppo dell’influenza A si è ripresentato sotto forma di pandemia l’anno scorso dopo molto tempo, quindi il sistema immunitario dei giovani non è sufficientemente preparato ad affrontarla, in quanto essi hanno meno probabilità di essere già venuti a contatto con un virus analogo e il sistema immunitario ha avuto modo di acquisire un ‘minor numero’ di anticorpi.
Il sottotipo virale H1N1 non è una nuova conoscenza: dopo essere stato la causa della terribile epidemia di Spagnola nel 1918, ricomparve nel 1977. Gli organismi che vi entrarono in contatto ebbero modo di creare un “identikit” del virus nel proprio sistema immunitario che, se nuovamente attaccato, “riconosce l’aggressore” e attiva gli anticorpi.
Tags: AH1N1, influenza, Influenza A, prevenzione, suina, vaccino
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Aumentano le chance di mantenere la fertilità dopo chemioterapia
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lunedì 3 gennaio 2011
i gay
Nozze gay non sono conquista civile
Il matrimonio gay "non è una conquista civile, ma piuttosto trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i capricci in diritti". Lo ha detto Marcello Pera, in visita in Spagna. Il presidente del Senato sì è scagliato contro la legge approvata dal governo Zapatero e, parlando del referendum sulla procreazione assistita in Italia, ne ha sottolineato l' esito: "la sconfitta del laicismo più arrogante".
Secondo il presidente del Senato, l' Italia per fortuna non è la Spagna, dove il pensiero laicista avrebbe sferrato un vero e proprio "attacco" all' idea stessa del matriomonio. Un disegno studiato a tavolino con l' obiettivo di minare alla base le fondamenta dell' antica istituzione attraverso "una doppia manovra a tenaglia". Da un lato il divorzio "lampo", dall' altro il matrimonio omossessuale.
Pera guarda poi con preoccupazione al diffondersi dell'eresia laicista attraverso l' Europa, che ne sarebbe vittima, e che avrebbe "rinunciato a una bella fetta della propria identità". Una rinuncia, secondo Pera, già inscritta nella Costituzione. "Si vieta la clonazione riproduttiva ma si apre la strada a quella terapeutica, si riconosce il diritto di sopsarsi senza precisare chi con chi, si afferma di ispirarsi all'eredità culturali e umanistiche dell'Europa senza mai specificare quali religoni".
Ma secondo Katia Belillo, responsabile dei diritti civili del Pdci, non si spossono definire capricci la parità di diritti tra le persone:"Non essere discriminati per le proprie scelte personali e sessuali non è un capriccio". "Sono contrario a ogni forma di discriminazione -fa sempre sapere Pera da Madrid- ma altra cosa è andare oltre il superamento delle discriminazioni e rivendicare diritti che non hanno diritto nella discriminazione stessa". E sui cosiddetti Pacs? (Patti di convivenza e solidarietà per le coppie di fatto e le coppie gay) Il presidente del Senato non si pronuncia.
PERA: MATRIMONIO GAY NON E' CONQUISTA CIVILE
MADRID - Marcello Pera, in Spagna per inaugurare con l'ex premier Aznar un seminario di studi sociali, si scaglia contro il matrimonio gay appena approvato dal Parlamento di Madrid.
''Una cosa e' chiara: e' falso che si tratti di conquiste civili o di misure contro le discriminazioni odi estensione dell' uguaglianza; si tratta piuttosto del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta anche i capricci, in diritti umani''.
Secondo Pera anche in Spagna il problema si chiama laicismo. A Madrid il pensiero laicista e' andato all' attacco ''dell'idea stessa di matrimonio''. E lo ha fatto ''con una manovra a tenaglia: da un lato il divorzio lampo, dall'altro il matrimonio omosessuale''. ''Cosi' - e' il commento di Pera - una bella fetta della nostra identita' se ne e' volata via''. ''Questo laicismo - aggiunge il presidente del Senato - a me sembra antistorico e anche pericoloso. L'Europa, in particolare, ne e' vittima''.
''In ogni caso - precisa Pera - e' evidente che quella sul matrimonio gay e' una decisione libera presa da un Parlamento di un Paese democratico e come tale va rispettata''.
PERA: NOI LAICI SIAMO CRISTIANI, I LAICISTI NO
A Madrid, dove insieme a Jose' Maria Aznar inaugura il Campus di studi sociali, Marcello Pera sostiene che anche i laici sono cristiani. ''Noi, compresi noi laici non credenti, esclusi naturalmente i laicisti, siamo cristiani. Siamo cristiani per i valori che professiamo e i principi in cui crediamo. Siamo cristiani anche quando proclamiamo la separazione tra Stato e Chiesa e fra politica e religione. Siamo cristiani o, piu' precisamente, siamo giudaico-cristiani per storia anche quando non lo siamo per fede''.
Pera riconosce che la cultura occidentale e' ''una mescolanza'' e che insieme al cristianesimo c'e' anche il pensiero classico greco-latino. ''Ma ovunque si cerchi la nostra genealogia piu' profonda, comunque si cerchi la nostra identita', si finisce sempre li', al Sinai e al Golgota. E' li' che abbiamo avuto la legge ed e' li' che ci siamo scoperti fratelli''. ''Chi nega questa realta' - prosegue il laico Pera - rischia la fine dell' apprendista stregone: prima si indebolisce, poi diventa vittima. Noi invece questa realta' dobbiamo ritrovarla''.
PERA, PACS? NON ANDARE OLTRE SUPERAMENTO DISCRIMINAZIONI
Il presidente del Senato, Marcello Pera non si pronuncia sulla possibilita' di introdurre i Pacs (Patti di convivenza e solidarieta' per le coppie di fatto e le coppie gay) nella legislazione italiana, ma fa capire di essere contrario a interventi che vadano oltre il superamento della discriminazione sessuale.
''Personalmente - dice Pera in un breve incontro con i giornalisti a Madrid - sono contrario a ogni forma di discriminazione. La legislazione europea ha gia' provveduto a eliminare molte discriminazioni basate sui costumi sessuali. Se ce ne sono ancora, come per esempio nell'ambiente di lavoro, bisogna toglierle. Ma altra cosa e' andare oltre il superamento delle discriminazioni e rivendicare diritti di altra natura che non hanno origine nella discriminazione stessa''.
Il punto, dunque, e' quello del superamento di ogni forma di discriminazione: ''Se questo si possa fare con lo strumento dei Pacs o altro, e' una questione tecnica su cui non ho opinioni. Ma la mia opinione ferma e' che nessuna discriminazione sia accettabile''.
Pera invita lo schieramento laico italiano a tener conto della lezione del referendum sulla procreazione. ''Tutti dovrebbero riflettere sui risultati di quel referendum. Non si puo' ignorare quello che e' accaduto. Il risultato referendario ha significato qualcosa di profondo: la maggioranza dei cittadini ha avvertito un eccesso di arroganza''.
Il matrimonio gay "non è una conquista civile, ma piuttosto trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i capricci in diritti". Lo ha detto Marcello Pera, in visita in Spagna. Il presidente del Senato sì è scagliato contro la legge approvata dal governo Zapatero e, parlando del referendum sulla procreazione assistita in Italia, ne ha sottolineato l' esito: "la sconfitta del laicismo più arrogante".Secondo il presidente del Senato, l' Italia per fortuna non è la Spagna, dove il pensiero laicista avrebbe sferrato un vero e proprio "attacco" all' idea stessa del matriomonio. Un disegno studiato a tavolino con l' obiettivo di minare alla base le fondamenta dell' antica istituzione attraverso "una doppia manovra a tenaglia". Da un lato il divorzio "lampo", dall' altro il matrimonio omossessuale.
Pera guarda poi con preoccupazione al diffondersi dell'eresia laicista attraverso l' Europa, che ne sarebbe vittima, e che avrebbe "rinunciato a una bella fetta della propria identità". Una rinuncia, secondo Pera, già inscritta nella Costituzione. "Si vieta la clonazione riproduttiva ma si apre la strada a quella terapeutica, si riconosce il diritto di sopsarsi senza precisare chi con chi, si afferma di ispirarsi all'eredità culturali e umanistiche dell'Europa senza mai specificare quali religoni".
Ma secondo Katia Belillo, responsabile dei diritti civili del Pdci, non si spossono definire capricci la parità di diritti tra le persone:"Non essere discriminati per le proprie scelte personali e sessuali non è un capriccio". "Sono contrario a ogni forma di discriminazione -fa sempre sapere Pera da Madrid- ma altra cosa è andare oltre il superamento delle discriminazioni e rivendicare diritti che non hanno diritto nella discriminazione stessa". E sui cosiddetti Pacs? (Patti di convivenza e solidarietà per le coppie di fatto e le coppie gay) Il presidente del Senato non si pronuncia.
PERA: MATRIMONIO GAY NON E' CONQUISTA CIVILE
''Una cosa e' chiara: e' falso che si tratti di conquiste civili o di misure contro le discriminazioni odi estensione dell' uguaglianza; si tratta piuttosto del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta anche i capricci, in diritti umani''.
Secondo Pera anche in Spagna il problema si chiama laicismo. A Madrid il pensiero laicista e' andato all' attacco ''dell'idea stessa di matrimonio''. E lo ha fatto ''con una manovra a tenaglia: da un lato il divorzio lampo, dall'altro il matrimonio omosessuale''. ''Cosi' - e' il commento di Pera - una bella fetta della nostra identita' se ne e' volata via''. ''Questo laicismo - aggiunge il presidente del Senato - a me sembra antistorico e anche pericoloso. L'Europa, in particolare, ne e' vittima''.
''In ogni caso - precisa Pera - e' evidente che quella sul matrimonio gay e' una decisione libera presa da un Parlamento di un Paese democratico e come tale va rispettata''.
PERA: NOI LAICI SIAMO CRISTIANI, I LAICISTI NO
A Madrid, dove insieme a Jose' Maria Aznar inaugura il Campus di studi sociali, Marcello Pera sostiene che anche i laici sono cristiani. ''Noi, compresi noi laici non credenti, esclusi naturalmente i laicisti, siamo cristiani. Siamo cristiani per i valori che professiamo e i principi in cui crediamo. Siamo cristiani anche quando proclamiamo la separazione tra Stato e Chiesa e fra politica e religione. Siamo cristiani o, piu' precisamente, siamo giudaico-cristiani per storia anche quando non lo siamo per fede''.
Pera riconosce che la cultura occidentale e' ''una mescolanza'' e che insieme al cristianesimo c'e' anche il pensiero classico greco-latino. ''Ma ovunque si cerchi la nostra genealogia piu' profonda, comunque si cerchi la nostra identita', si finisce sempre li', al Sinai e al Golgota. E' li' che abbiamo avuto la legge ed e' li' che ci siamo scoperti fratelli''. ''Chi nega questa realta' - prosegue il laico Pera - rischia la fine dell' apprendista stregone: prima si indebolisce, poi diventa vittima. Noi invece questa realta' dobbiamo ritrovarla''.
PERA, PACS? NON ANDARE OLTRE SUPERAMENTO DISCRIMINAZIONI
Il presidente del Senato, Marcello Pera non si pronuncia sulla possibilita' di introdurre i Pacs (Patti di convivenza e solidarieta' per le coppie di fatto e le coppie gay) nella legislazione italiana, ma fa capire di essere contrario a interventi che vadano oltre il superamento della discriminazione sessuale.
''Personalmente - dice Pera in un breve incontro con i giornalisti a Madrid - sono contrario a ogni forma di discriminazione. La legislazione europea ha gia' provveduto a eliminare molte discriminazioni basate sui costumi sessuali. Se ce ne sono ancora, come per esempio nell'ambiente di lavoro, bisogna toglierle. Ma altra cosa e' andare oltre il superamento delle discriminazioni e rivendicare diritti di altra natura che non hanno origine nella discriminazione stessa''.
Il punto, dunque, e' quello del superamento di ogni forma di discriminazione: ''Se questo si possa fare con lo strumento dei Pacs o altro, e' una questione tecnica su cui non ho opinioni. Ma la mia opinione ferma e' che nessuna discriminazione sia accettabile''.
Pera invita lo schieramento laico italiano a tener conto della lezione del referendum sulla procreazione. ''Tutti dovrebbero riflettere sui risultati di quel referendum. Non si puo' ignorare quello che e' accaduto. Il risultato referendario ha significato qualcosa di profondo: la maggioranza dei cittadini ha avvertito un eccesso di arroganza''.
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